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Lucia Gardin è una delle fotografe più apprezzate nel mondo del cinema e si distingue soprattutto per il modo originale di affrontare il genere del ritratto. Nasce a Bratislava, il 31 maggio 1968, da madre slovacca e padre italiano. Frequenta il Conservatorio di musica Santa Cecilia a Roma, si iscrive alla facoltà di Lettere presso l’Università La Sapienza di Roma. Nel 1989 decide di interrompere gli studi di lettere per dedicarsi completamente alla fotografia. Per diversi anni fa parte dell’agenzia fotografica Photomovie, dedicandosi al ritratto ed alla fotografia di scena, in seguito viene distribuita da Grazia Neri e da Blackarchives. Attualmente è entrata a far parte della nuova agenzia fotografica “Rosebud2”. Sue foto sono state pubblicate dai principali quotidiani e settimanali italiani ed esteri, quali il Venerdì di Repubblica,  Io Donna e Sette del Corriere della Sera, “A”, Vanity Fair, Time, Marie Claire, Playboy, Grazia, Vogue ed altri. Ha vinto numerosi premi in Italia e all’estero tra i quali nel 2009 vince il primo premio come miglior ritratto al 6th Venice Movie Stars-Jaeger – Le Coultre Award, aggiudicandosi anche il secondo posto. Ha esposto in numerose gallerie in Italia e all’estero e nel Settembre del 2011 è tra gli artisti scelti e presentati al Padiglione Italia alla 54° Esposizione d’Arte della Biennale di Venezia. Lucia Gardin, vive ed opera tra Roma e Bratislava. Dice di lei la storica dell’arte L’udmila Peterajová: “Lucia Gardin ha la fortuna di incontrare le più grandi star del cinema mondiale ai festival di Venezia e di Berlino. Un fortuna tuttavia adombrata dall’immensa ressa di giornalisti e fotografi che tentano di catturare il maggior numero di scatti originali. Non è un ambiente di lavoro proprio idoneo al ragionamento e all’elaborazione di una chiave di lettura dei personaggi celebri. Ciononostante, nell’opera di Lucia Gardin non avvertiamo questo handicap. I suoi ritratti suscitano una sensazione di quiete, come fossero immersi in un proprio mondo, lontano dal caos del festival. L’autrice lavora concentrata, con misurata determinazione. Decorazioni, effetti scenici e artifici sono ridotti al minimo, solo un accenno di ambientazione che aiuta a definire il carattere del personaggio. L’interesse di Lucia Gardin è rivolto principalmente alla psiche. In questa ricerca è riuscita a esprimersi varie volte in modo unico, avvalendosi di espedienti raffinati, basti ricordare il vuoto metafisico e la luce da cui emerge Omar Sharif, oppure lo sguardo da clown di Geraldine Chaplin, che tanto ricorda il padre. E potremmo citare molti altri esempi”.